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Cibi rituali

RITUALI, TRADIZIONALI E STAGIONALI DELLA CULTURA CONTADINA E POPOLARE VENETA

I cibi rituali sono legati alla celebrazione delle feste liturgiche e a quanto resta ancora dei riti agrari del lunario contadino, che ha scadenze e ritmi talvolta diversi dal calendario. L'anno contadino, infatti, non inizia il primo gennaio, ma con la celebrazione dei Morti che offre ancora una ritualitą di sapore naturale e vetero cristiano. San martino, pochi giorni dopo, sanziona il corso giuridico dell'anno agrario con la stipula dei patti annuali di mezzadria, colonia e con i contratti salariali. La pigiatura dell'uva in una xilografia del XV secolo
1-2 novembre, Ognissanti e i Morti:
patate mericane (patate dolci), i trandoti o pan dei morti, brazadelon (focaccia), faoline (fave), miole de zuca (semi di zucca), i maroni (castagne e marroni), papazin o bole (polentina di castagne)
11 novembre, San Martino:
galeto (galletto), carne a poceto e carne in salata, i Sanmartin di pastafrola (San Martini di pastafrolla)
25 novembre, Santa Caterina: oca
Da Santa Lucia (13 dicembre) a Natale:
mas-cio (maiale), saladi (salami), fegato con sangue cotto, rognoni in graticola, galzega del porco (risotto con il tastasale)
24 dicembre: la Vigilia:
bigoli co la sardela, mandorlato e vin bon
25 dicembre:
osso magon (ossocollo), bigoloto de Nadal o nadalin (dolce), risoto con el tastasale
1 gennaio, Capodanno e 6 gennaio, Epifania:
carne di pollo, carne di maiale
Il Carnevale:
maiale, vin bon e fritole (frittelle), brazelo (ciambella), bigoloto
(focaccia), grustoli o sfoiade (dolci)
La Settimana Grassa:
bigolada (gnocchi e frittelle)
Le Ceneri e la Quaresima:
renga e salata (aringa e insalata), rane, baccalą, frittata con i gamberi
La Mezzaquaresima:
bigoli, paparoti, taiadele, maltaią, lasagne (tipi di pasta), riso e bruscanzoli (bruscandoli), riso a la scapadora (fatto in fretta)
Pasqua:
taiadele (o paparele) bo e vin tondo (tagliatelle in brodo di carne e vino forte), brazadela o fugassa (ciambella)
Lunedģ dell'Angelo:
uova con sale e pepe
Ascensione:
codeghina (cotechino)
Estate:
panzeta imanegą (arrotolata con chiodi di garofani e legata a salame), panzeta soto onto (conservata nell'unto di maiale), sardele, polenta e zeola freda, ochete (oca sotto unto), fritaia coi pomodori, ovi in pocio, fighi in pocio, pan e anguria, melanzana in padelin, melanzane al fogheto, peperonata, zeole ciodote (cipolle chioggiotte), anitra ripiena
La Mezzastagione autunnale:
fagioli, zucche, frutta autunnale, patate rosto (trifolate), zuca soto la zendare (zucca arrostita sotto la cenere), zuca cota (lessata), fasoi in asedo (fagioli in insalata), fasoi in teia (teglia), riso e fasoi (riso e fagioli), riso e zuca (riso e zucca), polenta infasolą  (polenta con i fagioli), panocia brustolą (pannocchia abbrustolita), fantoline (pop corn rustici)

Testo tratto da "La cucina tradizionale veneta" di Dino Coltro Ed. Newton Compton
 

 

 
 

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