Territorio
Superficie: kmq 140,34
Popolazione: 15.562 (aggiornamento giugno 2001)
Altitudine: m 4
Frazioni: Boscochiaro, Grignella, Rottanova, San Pietro,
Valcerere-Dolfina, Villaggio Busonera
Comuni limitrofi: Agna (Padova), Cona (VE), Chioggia (VE), Loreo
(Rovigo), Adria (Rovigo), Pettorazza Grimani (Rovigo), Anguillara
Veneta (Padova).
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della città di Cavarzere
Oggi il territorio di Cavarzere è di forma triangolare, posto
all’estremo lembo meridionale della provincia di Venezia, ai
confini del padovano e del Polesine al quale sembra
appartenere geograficamente. Il Comune è posto in una fertile
pianura alluvionale (in buona parte a livello più basso del
mare) intersecata da fiumi e canali rialzati. Il corso
d’acqua maggiore è l’Adige che lo divide in due
attraversandolo in tutta la sua lunghezza; all’Adige si
affianca a nord il Gorzone, che con questo sfocia
nell’Adriatico dopo un ultimo tratto in cui in qualche punto
gli argini dei due fiumi si toccano. Già paludoso, il
territorio è stato reso interamente coltivabile grazie alla
bonifica: è vanto di quest’area l’aver applicato già nel
1847 la macchina a vapore quale forza motrice in funzione
della bonifica. I maggiori canali della bonifica sono: Canal
dei Cuori, il Botta, il Tartaro e l’Adigetto. La bonifica,
apportatrice di benessere, ha fatto scomparire ogni retaggio
sia del "vagantivo", caratteristico un tempo del
cavarzerano, che dell’industria delle "grisole" e
dal punto di vista architettonico ha segnato la fine dei
tipici "casoni" alla cavarzerana.
L'ADIGE
Tra i percorsi meridionali del Brenta e quelli del Po è defluito il fiume Adige che nella bassa pianura ha spesso mescolato le sue acque ed i suoi sedimenti con gli altri due fiumi. Dei percorsi più antichi di questo corso d'acqua rimangono solo le tracce di alvei incassati a sud-est di Verona. Particolarmente numerosa e complessa è la serie di diramazioni che si staccano dal percorso più settentrionale che portava il fiume a lambire le pendici dei Colli Euganei. Il percorso principale dell'Adige, o, quanto meno, quello che ha conservato maggiore risalto morfologico lungo la prosecuzione del tracciato di Este - Monselice, è quello che si individua procedendo da Pernumia verso Conselve, Arre, Candiana e Villa del Bosco.
Tutte le tracce fluviali ed i dossi collegati al percorso dell'Adige che scendeva da Montagnana ad Este formano una rete di deflusso piuttosto complessa, costruita in un lungo periodo di tempo durante il quale l'attività fluviale si è alternata nelle varie direttrici di deflusso. Recenti scoperte archeologiche confermano la presenza di sistemazioni spondali a Montagnana ed a Saletto già a partire dall'età del Bronzo e permettono di inquadrare importanti fasi di alluvionamento e di costruzione dei dossi prima dell'età romana. La traccia fluviale antica segue l'odierno Naviglio Adigetto ed attraversa, senza alterarlo od obliterarlo, il reticolato romano. Ciò fa ritenere che il fiume Adige abbia seguito questo percorso già da prima dell'epoca della centuriazione.
Da Lezze, ad ovest di Cavarzere, a Ca Briani, ad est, esistono due dossi fluviali non privi di reciproche interferenze: quello lungo il quale scorre l'odierno percorso dell'Adige e quello che segue lo scolo Tartaro e che prosegue poi per un tratto, attenuandosi notevolmente fino a scomparire a nord-ovest di Loreo. Il Gorzone e il Canale dei Cuori, entrambi elementi di drenaggio delle aree depresse, hanno rappresentato vie commerciali di notevole importanza. Si giunge così al corso odierno dell'Adige che la tradizione vuol far risalire alla rotta della Cucca, nel 589 d.C.
Testo tratto da "Studio geoambientale e geopedologico del territorio provinciale di Venezia" - Provincia di Venezia
ALVEI FLUVIALI E MAGGIORI CORSI D'ACQUA
Superficie: alcune decine di ettari
CARATTERI AMBIENTALI
I corsi d'acqua di maggiore rilevanza sono rappresentati dalle aste terminali di
grandi fiumi alpini (Adige, Brenta) e prealpini (Bacchiglione), oltre a fiumi e
canali di natura diversa. Le acque dolci sono dotate di corrente variabile e
subiscono in periodo di magra e presso le foci l'infiltrazione laminare profonda
di acque salmastre. Tale fenomeno favorisce la risalita di fauna ittica
eurialina.
CARATTERI VEGETAZIONALI E FLORISTICI
Non presentano, nei corsi d'acqua in oggetto, particolare rilevanza causa il
modesto volume complessivo della biomassa delle idrofite.
CARATTERI FAUNISTICI
Di notevole interesse è l'ittiofauna che, con decine di specie, presenta un
quadro pressoché completo della situazione padana. Significativa è la presenza
di numerose specie di ciprinidi (Cyprinus carpio, Tinca tinca, Leuciscus
cephalus, Scardinius erythophthalmus, ecc.), dell'anguilla (Anguilla anguilla),
del luccio (Esox lucius), della lampreda padana (Lampetra zanandreai) e
dell'ormai rarissimo storione comune (Acipenser sturio). Tra le specie ittiche
eurialine comuni nei tratti fluviali di foce figurano lo spinarello (Gasterosteus
aculeatus), i cefali (Mugil sp. pl.) e la passera di mare (Pleuronectes flesus
luscus).
Testo tratto da "Studio
geoambientale e geopedologico del territorio provinciale di Venezia" -
Provincia di Venezia.
MARICE
Superficie: 40 ettari
CARATTERI AMBIENTALI
Bacino palustre formatosi tra il basso corso dell'Adige e l'attiguo cabale
Gorzone. È cinto da una arginatura che ne determina l'isolamento idraulico.
CARATTERI VEGETAZIONALI E FLORISTICI
Vasta distesa di fragmiteto (Phragmites australis) con zone di popolamento puro
alternate a zone in cui alla canna si mescolano la mazzasorda (Typha latifolia),
la salcerella (Lythrum salicaria), il convolvolo (Convulvulus sepium), lo
sparganio (Sparganium erectum), il giunco maggiore (Scoenoplectus lacustris) ed
alcune specie di carici (Carex elata, ecc.). Rara e periferica è la vegetazione
arbustiva, composta soprattutto da salici.
CARATTERI FAUNISTICI
Sono presenti nel biotipo i numerosi organismi tipici del canneto. Tra questi
gli anfibi Rana esculenta, Bufo viridis ed i rettili Emys orbicularis, Natrix
natrix, Natrix tessellata e Coluber viridiflavus. Interessante la presenza di
passeriformi nidificanti, tra cui il basettino (Paniurus biarmicus), il
cannareccione (Acrocephalus arundinaceus), la cannaiola (Acrocephalus scirpaceus)
e il migliarino di palude (Emberiza schoeniclus). Assai frequente nella
primavera e nell'estate è la presenza del cuculo (Cuculus canorus), mentre il
porciglione (Rallus aquaticus) e il voltolino (Porzana porzana) frequentano il
biotipo con un limitato numero di individui. Assai significativa è la
cospicua presenza del topolino delle risaie (Micromis minutus), che con
l'arvicola d'acqua (Arvicola terrestris) rappresenta, tra i mammiferi, la specie
più diffusa. Presso la palude, nel cui settore occidentale si conservano
modeste pozze permanenti, sopravvivono inoltre limitate popolazioni ittiche
appartenenti alle specie Tinca tinca, Ictalurus melas e Gambusia affinis, queste
ultime di origine nordamericana.
L'area è di proprietà demaniale,
è vincolata ai sensi della L.431/1985. La palude è stata inclusa nell'elenco
delle Oasi faunistiche previste dal Piano Faunistico Venatorio della Provincia
di Venezia.
Testo tratto da "Studio
geoambientale e geopedologico del territorio provinciale di Venezia" -
Provincia di Venezia
PRATERIE
Superficie: alcune decine di
ettari
CARATTERI AMBIENTALI
Biotipo nastriforme di prateria stabile con carattere xerofilo. Veniva, in
passato, sottoposto a regolari pratiche manutentive di sfalcio.
CARATTERI VEGETAZIONALI E
FLORISTICI
Associazione vegetale erbacea non sempre identificabile per la difformità dei
popolamenti indotti da substrati di riporto di natura diversa. Vi si rinvengono
le graminacee Dactylis glomerata, Avena fatua, Bromus ordeaceus, Bromus sterilis,
Crysopogon gryllus, Hordeum murinum, Holcus lanatus, ecc.Tra le specie più
vistose, accanto a Papaver rhoeas crescono Ecium vulgare, Silene vulgaris,
Silene alba, Ononis spinosa, Thymus serpyllum, Scabiosa gramuntia, ecc.
CARATTERI FAUNISTICI
Notevole la presenza dell'entomofauna con ortotteri, lepidotteri, coleotteri e
sirfidi. Tra i vertebrati sono frequenti la rana di Lataste (Rana latastei), il
ramarro (Lacerta viridis), il biacco (Coluber viridiflavus) e numerose specie di
micromammiferi (Crocidura suaveolens, Sorex araneus, Pytimis savii, ecc.) Tra
l'erba, al suolo, nidifica il saltimpalo (Saxicola torquata).
Testo tratto da "Studio
geoambientale e geopedologico del territorio provinciale di Venezia" -
Provincia di Venezia
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