STORIA: "la liberazione di Cavarzere"

60° anniversario Liberazione- ANPI mostra fotografica

Per commemorare il 60° anniversario della liberazione di Cavarzere in collaborazione con l’ANPI di S.Benigno, sto allestendo  una mostra fotografica itinerante per fornire ai cavarzerani di Settimo Torinese, di Chieri e di Rivoli una serie di foto e filmati inediti. Sono immagini riprese nella cosiddetta valle del Po, durante il periodo bellico 1944-45.
 
Gran parte del materiale è stato acquisito direttamente presso  l’ IWM di Londra, altro ancora attraverso una fitta corrispondenza con l‘US Air Force Archive ( per le foto aeree del bombardamento di Cavarzere con il Mission Report ) . Invece, presso l’archivio storico dello SME di Roma ho raccolto quasi tutte  le piantine militari con le dislocazioni dei Gruppi di Combattimento Cremona e 8a Garibaldi, da marzo del 1945 fino al giorno della liberazione avvenuta il 27 di aprile alle ore 19.00.

Mi rivolgo alla sensibilità dei miei compaesani per sollecitarli a contribuire al successo dell’iniziativa, fornendomi in prestito eventuali foto in loro possesso.
Ringrazio in anticipo per la vostra collaborazione.
 
Giancarlo Tagliati
e-mail: tgr_it@tin.it

 

...In tal modo, mentre proseguiva senza soste sul Po il traghetto dei rifornimenti, dei mezzi cingolati e degli automezzi, e tale lavoro veniva continuato anche nella notte piovigginosa dal 26 at 27, il 21° fanteria, superando le difficoltà di un terreno tutto intersecato di canali e canaletti, si portava con i suoi battaglioni sempre più in vicinanza dell’obiettivo: Cavarzere.
 
Dispaccio n°2551/Op del 27 aprile 1945
emanato dell'ufficio operazioni firmato col. Ettore Musco:

L’AZIONE DI CAVARZERE (27 APRILE 1945).—Il 27 aprile di primo mattino, il comandante del 21° reggimento fanteria dispose, col seguente ordine, che venisse ripresa l’avanzata sull’Adige con 2 battaglioni in 1° scaglione (I e II) e I battaglione in 2° scaglione (III): ”Ore 7 sia ripresa avanzata su Adige.
“I battaglione a sinistra: tratto di sponda a sinistra della ferrovia sino a Bellina.
“II battaglione a destra: tratto di sponda a destra della ferrovia sino a Volta Rubinato”
L’avanzata fu fortemente ostacolata dal nemico, particolarmente sul fronte del I battaglione.

 
Una resistenza tenace fu opposta in corrispondenza del Naviglio Adigetto ad opera di un forte nucleo ritardatore tedesco, il quale reagì con nutrito fuoco di armi automatiche e cannoni. Ma alla fine il nemico fu costretto a ripiegare con perdite gravi: una quindicina di Tedeschi uccisi e una batteria da 88 catturata.Altra resistenza, presto eliminata, fu quella effettuata dall’avversario nella zona del quadrivio di Ca’ Labia, dove i Tedeschi tentarono invano di sbarrare la via che portava al ponte sull’Adige.Particolarmente accanita si fece poi la resistenza del nemico quando i nostri si affacciarono alte prime case di Cavarzere, specie nella parte occidentale dell’abitato. dove, per consentire ai nostri di avanzare, fu necessario controbattere e distruggere prima due semoventi, i quali agivano in continuazione a copertura e sbarramento del ponte sull’Adige.
Frattanto sulla destra, il II battaglione, superando faticosa mente le difficoltà del terreno intersecato di canali, Si affacciava anch’esso verso la parte orientale dell’abitato di Cavarzere.

 


La prima area cerchiata di rosso è la località Bellina,
la seconda in basso è Ca'Labia.
 


Gruppo Cremona


Veduta aerea della località Grignella
 
 
GOTTARDO MILANI born in Cavarzere (Venice) resident in Turin
"I remember one day, about three weeks after I had arrived, the SS turned up in the courtyard, by van, with the body of a top officer (I think a Colonel). He was General Commander of the Rice Mill and I was able to recognize him at once having already seen him in the Rice Mill. He had also been present when we were asked to collaborate with them. I was able to witness this when I was working in the courtyard.
"Another day I saw a Fiat lorry full of dead bodies – men and women. I then saw some SS soldiers – they told me an Ukrainian was responsible for hacking away at the dead bodies; he carried out his gruesome task in a small part of the warehouse where the crematorium oven was located. The day before they had brought the dead body of the SS Commander and before the two groups had even been divided up, we were called out into the courtyard and forced to assist in the killing of two of our companions. They were said to have been rude and rebellious towards an SS officer. One of them was called Pairolero, from Veneria near Turin and the other was from Turin but I cannot remember his name. The Germans picked out 8 or 10 detainees from our group, handed them rifles and ordered them to shoot their companions whilst they looked on, at a distance – machine guns in hands."

 
   

Ricerche: Giancarlo Tagliati e-mail: tgr_it@tin.it            internet: paesi.com